Samsara – Risolto

Il film inizia con un’aquila che fa cadere una grossa pietra su una capretta che così muore tra le imprecazioni del pastore nei confronti dell’aquila o…? ricordate ?
Alla fine la stessa pietra si trova sul muretto vicino al convento dove il monaco sta per ritornare e ha delle scritte che non sono state tradotte dal doppiaggio, eppure penso siano importanti ai fini della comprensione del film. Qualcuno conosce la traduzione ?
Grazie comunque dal pittore Sergione

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    8 risposte a Samsara – Risolto

    1. avatar Castàlia scrive:

      La trama di “Samsara”, come ben sai, è quella di un monaco buddista che dopo essere stato per 3 anni, 3 mesi, 3 settimane e 3 giorni in eremitaggio, viene riportato alla “vita” dai suoi compagni. E da allora comincia ad avere dubbi sulla strada da intraprendere. Seguirà la strada che gli indicheranno le sue naturali pulsioni sessuali. Tutto il film gravita attorno alla scritta su una pietra: alla fine il protagonista la gira e legge la risposta .
      La chiave è tutta in ciò che , infatti, apre il film: “Come si può impedire ad una goccia d’acqua di asciugarsi?” e in ciò che lo chiude “Immergendola nel mare”. E’ questo quello che dicono le iscrizioni. Avere eliminato i sottotitoli ha giovato alla religiosità del film: non è possibile svelare cosa sia Samsara. E’ possibile vederlo, esperirlo, ma non comunicarlo, perché non si può svelare a parole, o concetti, il segreto più profondo dell’esistenza: l’insieme delle scelte che ogni individuo deve compiere per essere, o diventare, se stessi. Il film, realizzato in quasi 10 anni, direttamente in Tibet, sviluppa un percorso spirituale e umano molto intenso, ispirandosi direttamente alle vicende dei monaci tibetani: l’ascensione intellettuale e spirituale attraverso la purificazione dagli istinti e dalla materia. E’ stato il primo film ad essere realmente girato a quota 4000 metri; realizzato con attori non professionisti si caratterizza per lunghi silenzi e continui interrogativi. In due parti su youtube.

      Ciao, Castàlia.

    2. avatar Castàlia scrive:

      Ho dato per scontato che ci si rferisce a “Samsara” del 2001; infatti esiste un titolo omonimo del 2011, che è un film documentario che mostra persone e culture del pianeta, attraverso immagini da varie parti del mondo, esplorando temi alla base dell’esistenza ciclica. Musica mozzafiato. Ciao, Castàlia.

    3. avatar Sergio Carcereri scrive:

      Grazie Castàlia, molto esauriente la tua risposta ; mi puoi dire due parole anche sulle ragioni che fa valere sua moglie, alla fine , quando gli appare dopo la sua ” fuga” ? ( che infatti lo mettono in crisi ), ciao da Sergio

      • avatar Castàlia scrive:

        Io penso siano nel concetto che la donna può essere l’oggetto del desiderio che distoglie da un proposito o la depositaria di una realtà che, nel ruolo di madre o di compagna non impedisce ad alcun Buddha di essere tale. Quale via è più buddista? Quella del capofamiglia o quella dell’asceta? Ma anche nel buddismo“tibetano”, vi sono lama sposati e lama che hanno scelto la via del convento. In fondo il laico ha le stesse opportunità del monaco nel trasformare le passioni in energia-forza, nella capacità di avanzare come persona spirituale e indirizzarle al servizio della pratica e dello studio. L’inversione di direzione delle passioni non stravolge l’affermazione buddista: «L’insegnamento del Buddha non è tra le cose del mondo, l’insegnamento del Buddha non discrimina le cose del mondo». E così che alla fine del film si ripropone, in chiave buddista, l’eterno dilemma “Marta o Maria, cioè qual è il ruolo della donna nella problematica religiosa. Ma emerge nell’ultima scena la dimensione luminosa della femminilità: Marta che consente l’esistenza di Maria. Mi piace concludere con la frase “Ogni esperienza ti aiuta a trovare la Via!”. Ciao, Castàlia.

      • avatar Castàlia scrive:

        Ho inviato il commento, ma l’antispam l’ha bloccato. Succede troppo frequentemente! Pionchan appena potrà, sistemerà tutto. Ciao, Castàlia.

        • avatar Castàlia scrive:

          L’antispam ieri mi ha impedito di correggere una svista ortografica. Rimedio, riscrivendo in modo corretto il periodo: Io penso siano nel concetto che la donna può essere l’oggetto del desiderio che distoglie da un proposito o la depositaria di una realtà che, nel ruolo di madre o di compagna, non impedisce ad alcun Buddha di essere tale. Ciao, Castàlia.

    4. avatar Sergio Carcereri scrive:

      Ancora grazie, Castàlia, molto chiaro, ciao da Sergio

    5. avatar Castàlia scrive:

      smile Di nulla. Ciao, Castàlia.

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